…Auguri!

Con un giorno di ritardo…felice Pasqua a tutti! 😉

P.S Siccome sono molto curiosa, proprio ieri mi sono messa a cercare in rete come si dicesse “buona Pasqua” nelle altre lingue e così mi sono imbattuta in questo sito, dal quale ho riportato alcune traduzioni –> http://www.scuolissima.com/2016/03/auguri-buona-pasqua-in-tutte-le-lingue.html

Albanese: Gëzuar Pashkët!

Arabo: فِصْحُ سعيدُ!

Bulgaro: Честит Великден!

Ceco: Veselé Velikonoce!

Cinese: 復活節快樂!

Coreano: 행복한 부활절이 되시길!

Croato: Sretan Uskrs!

Danese: God Påske!

Ebraico: פסח כשר ושמח!

Filippino: Maligayang Pasko ng Pagkabuhay!

Finlandese: Hyvää pääsiäistä!

Francese: Joyeuses Pâques!

Giapponese: イースターおめでとう!

Greco: Καλό Πάσχα!

Irlandese: Cáisc shona dhuit!

Islandese: Gledilega paska!

Indonesiano: Selamat Paskah!

Lettone: Priecigas Lieldienas!

Lituano: Su Šventom Velykom!

Norvegese: God påske!

Olandese: Zalig Pasen, Vrolijk Pasen

Persiano: عيد پاک مبارک!

Polacco: Wesołych Świąt Wielkanocnych!

Romeno: Paste fericit!

Russo: С праздником Пасхи!

Serbo: Срећан Ускрс! – Srećan Uskrs!

Slovacco: Milostiplné prežitie! – Velkonocných sviatkov!

Sloveno: Vesele velikonocne praznike!

Spagnolo: Feliz Pascua

Svedese: Glad Påsk!

Tedesco: Frohe Ostern!

Thailandese: สุขสันต์วันอีสเตอร์

Turco: Paskalya bayraminiz kutlu olsun!

Ucraino: Великодніми святами!

Vietnamita: Lê Phục Sinh vui vẻ

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“Detto fatto” #grest2017

“Detto fatto” è il nuovo slogan dell’oratorio estivo 2017 della prossima e ormai quasi vicina estate.

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Anche se quest’anno purtroppo non potrò vivere a pieno questa bellissima esperienza, che sperimento ormai da alcuni anni e mi dà sempre grandi soddisfazioni, mi sento lo stesso già un po’ nel “mood oratorio estivo”.

Qui di seguito c’è il link della chiesa di Milano con ulteriori informazioni, riguardanti il tema scelto e alcuni eventi di ritrovo per i futuri animatori 🙂 organizzati dalla FOM (fondazione oratori milanesi).

LINK: http://www.chiesadimilano.it/pgfom/oratorio-e-ragazzi/servizio-ragazzi/oratorio-e-ragazzi/l-oratorio-estivo-2017-%C3%A8-dettofatto-1.142249

I giovani italiani e l’estero

“Secondo il rapporto Migrantes l’anno scorso si sono trasferiti all’estero oltre 100mila connazionali. L’incremento di emigranti è del 3,7 per cento”.

Così intitola un giornalista del quotidiano “Repubblica” il suo articolo riguardante i numeri e i motivi per i quali molti giovani italiani decidono di abbandonare la loro patria, l’Italia.

Di seguito l’articolo: http://www.repubblica.it/cronaca/2016/10/06/news/italiani_estero_migranti-149195701/

Il mare

Se qualcuno dovesse chiedermi dove mi piacerebbe vivere o semplicemente dove vorrei trascorrere una giornata, io risponderei il mare. Fin da piccola, durante le vacanze estive e qualche volta d’inverno, i miei genitori mi hanno sempre portata al mare: ogni volta che ci vado è come se fosse la prima volta perchè secondo me, il mare ha qualcosa di speciale.

Questo luogo mi infonde serenità e pace. Il momento della giornata che preferisco di più mentre sono in spiaggia è il tramonto: c’è sempre un’atmosfera magica e non vorrei mai andarmene.

E voi? Qual’è il vostro posto preferito?

PS: ecco alcune foto scattate da me in Toscana e Sicilia…ovviamente inerenti al loro mare spettacolare! 🙂

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Marina di Scarlino, Toscana
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Messina, Sicilia

 

 

 

Il Carnevale

Il carnevale è una festa che si celebra nei Paesi di religione cattolica, durante la quale si possono assistere  a delle sfilate con carri addobbati e figure tridimensionali rappresentanti personaggi di qualsiasi genere e tipo. L’elemento che caratterizza questa festa è il “mascheramento”: le persone che vi partecipano si devono truccare e travestire. Sono anche ben accetti coriandoli e stelle filanti, i quali vengono lanciati per festeggiare.

In Italia, il carnevale più rinomato e famoso è quello di Venezia, mentre all’estero quello più conosciuto è il carnevale di Rio De Janeiro.

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Carnevale a Venezia
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Carnevale a Rio de Janeiro

Ecco qui due link per capire a fondo le similitudini e differenze tra le due feste:

http://www.dentroriodejaneiro.it/cultura-di-rio/carnevale-rio-de-janeiro.html (Rio De Janeiro)

http://www.carnevalevenezia.com/storia_carnevale_venezia.htm  (Venezia)

 

 

 

L’Etica

L’Etica può essere intesa come la disciplina che riguarda il comportamento dell’uomo nella società e nei rapporti con i suoi simili.

Socrate sosteneva che l’essere umano che conosce il bene lo fa e il bene individuale diviene così bene universale.

Aristotele trattava il tema dell’Etica non tanto sul fatto di considerare il bene del singolo come perfezione assoluta quanto come natura propria dell’uomo. Il fine della persona è la sua felicità che raggiunge adeguando il suo comportamento alle esigenze della natura umana. Le sue azioni non sempre sono guidate da facoltà intellettuali, a volte impulsi sensibili conducono l’uomo a comportamenti virtuosi: sono “virtù etiche” il coraggio, la mansuetudine, la solidarietà, la temperanza.

Kant affermava che l’etica è l’agire dell’uomo impostato su un rigoroso senso del dovere e del rispetto della libertà altrui: “agisci unicamente secondo quella massima che puoi voler divenga una legge universale” (prima delle tre formulazioni o massime dell’imperativo categorico).

La massima soggettiva, sempre secondo Kant, qualunque essa sia è etica se può essere trasformata in un comando necessario e universale per tutti.

“Siate egoisti, fate del bene”, dice una pubblicità.

La strada del bene parte dalla felicità propria e del prossimo.

Il mio bene, e quindi la mia felicità, non può invadere, limitare o addirittura annullare il bene dell’altro, la sua libertà. Etica quindi come condivisione, come carità verso gli altri.

L’Etica ci insegna di “rovesciare” la scalata della vita a nostro favore: non si può avere piacere, potere, soddisfazione personale trascurando il prossimo.

Le relazioni interpersonali positive ci distinguono come uomini, ci rendono costruttori del mondo.

La solidarietà con gli altri porta ad uno sviluppo più equo e più giusto per tutti.

“Amerai il prossimo tuo come te stesso”: sono le parole di Gesù Cristo alle folle 2000 anni fa.

Credo che questa frase racchiuda il senso profondo dell’Etica: agire, rispettare, amare, aiutare chi ci è vicino come se stessi è il fondamento di una società vera.

Il comportamento virtuoso del singolo deve riflettersi anche con gli altri: le due azioni non devono essere separate o contrapposte; bontà, mitezza e comprensione tra le persone possono solo contribuire a costruire una società e un futuro migliore.

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Una parte integrante di me

Molte volte, nella nostra vita, non ci rendiamo conto delle persone che ci stanno accanto, o meglio, forse non diamo a loro il giusto peso.

Oltre ai componenti della mia famiglia, da mia mamma, mio papà e mio fratello ai miei nonni e zii, le persone che sicuramente devo ringraziare sono i miei amici, in particolare la componente femminile diciamo: le mie “chicas especiales”.

Questo nome, che tra l’altro è il “titolo” del nostro gruppo whatsapp, spiega brevemente cosa significano per me queste ragazze. Ebbene sì sono speciali, un aggettivo che forse può sembrare banale, ma per me non lo è. Il loro fatto di essere speciali sta nel prendermi e farmi sorridere anche quando non ne ho voglia, sanno tirarmi su il morale e sono tra le poche che riescono a convincermi a farmi alzare dal mio comodo divano, per andare con loro al cinema a vedere il nuovo film della Disney che è appena uscito o il nuovo film più sdolcinato del momento.

Credo che ognuna di loro mi ha donato qualcosa unico di loro, anche se alcune le conosco da qualche annetto o poco più.

Ora ve le descrivo un po’. Le prime di cui voglio parlarvi sono Anna e Giulia: loro due sono le più piccole, ma non per questo le meno importanti! Anna è sempre con il sorriso sulle labbra, molto socievole, sempre pronta ad aiutare gli altri e a mettersi in gioco; Giulia, invece, è un po’ timida, ma sotto questa sua sfumatura è una ragazza che sa il fatto suo e sempre vestita in modo impeccabile, insomma una vera fashion blogger.

Poi ci sono Viola e Eleonora: due vere anime manga. Entrambe hanno la passione per il Giappone e per i racconti manga: pensate che una volta Eleonora mi ha spiegato persino la differenza tra i vari tipi di “anime” e i loro personaggi.

Le più pazze del gruppo sono Nazi e Marta. Ecco loro due sono il tipico esempio di ragazze che può cascargli il mondo addosso, ma ridono sempre e comunque, in particolar modo Nazi (o “tacchina” come la chiamo io). Marta invece, è una ragazza solare e sensibile, ma che ogni volta che si parla di Tiziano Ferro diventa una vera furia: guai a chi lo tocca! (P.s questa passione è condivisa con la sua compagna d’avventure Nazi, mi sono dimenticata di dirvelo).

Le ultime due del gruppo sono Margherita e Beatrice. Loro due oltre che essere amiche sono compagne di classe, e vengono nella mia stessa scuola. Beatrice è una ragazza anche lei molto solare e socievole che all’inizio sembra un po’timidina, ma poi, conoscendola meglio, scopri che è una ragazza dalle mille risorse; il suo idolo è Marco Mengoni e non c’è una canzone che lei non sappia, le piace molto andare al mare, sopratutto a Roseto degli Abruzzi, in Abruzzo appunto.

L’ultima che descrivo è Margherita: io e lei, per alcuni aspetti siamo molto simili per esempio in fatto di timidezza, sensibilità e come modo di vedere le cose. Entrambe abitiamo nello stesso paesino, anche se per molti anni non ci siamo frequentate: infatti questo nostro legame è iniziato verso la terza media.Oltre al suo lato introverso, lei è una ragazza molto vivace e sempre sintonizzata sulla nuova “hit” musicale del momento, infatti adora la musica e ballare. Adora il mare, in particolare quello della Corsica, l’isola in cui trascorre le vacanze fin da quando era piccola. Da sottolineare è il nostro comune interesse per i gossip e le news che ci scambiamo su star, personaggi famosi e non solo.

Insomma queste sono le mie chicas, che in un modo o nell’altro sono entrate a far parte di me.

Una canzone che può riassumere questa amicizia è “Un amico è così” di Laura Pausini:https://www.youtube.com/watch?v=VRY1aAODjzk  ❤ 🙂 ❤

Una lettura non banale

All’inizio, quando la prof ci ha detto che dovevamo questo libro, non sapevo esattamente cosa mi aspettava, anche se il titolo mi ha ispirato fin da subito.

“El olvido de seremos” di Héctor Abad Faciolince, scrittore colombiano, è forse uno dei libri che mi ha aperto di più la mente. In questa sua “opera”, oserei dire, Faciolince affronta dei temi non banali tra cui la famiglia, la vita, la morte e in particolare la scomparsa della sorella Marta (a causa del cancro alla pelle, il melanoma) e di suo padre.

Proprio sulla figura paterna, lo scrittore cerca di ricostruire una parte della sua vita. Per Faciolince, suo padre è stato un vero punto di riferimento per la sua infanzia e crescita, tanto che in molti punti del romanzo l’autore fa delle riflessioni su di lui.

Qui vi riporto una considerazione di Faciolince su suo padre:

«Por algunas de esas cartas que conservo todavía, y por el recuerdo de los cientos y cientos de conversaciones que tuve con él, yo he llegado a darme cuenta de que no es que uno nazca bueno, sino que si algiuen tolera y dirige nuestra innata mezquinidad, es posible conducirla por cauces que no sean dañinos, o incluso cambiarle el sentido. No es que a uno le enseñen a vengarse (pues nacemos con sentimientos vengativos), sino que le enseñan a no vengarse. No es que a uno le enseñen a ser bueno, sino que le enseñan a no ser malo. Nunca me he sentido bueno, pero sí me he dado cuenta de que muchas veces, gracias a la benéfica influenciade mi papá, he podido ser malo que no ejerce, un cobarde que se sobrepone con esfuerzo a su cobardía y un avaro que domina su avaricia. Y lo que es más importante, si hay algo de felicidad en mi vida, si tengo alguna madurez, si casi siempre me comporto de una manera decente y más o menos normal, si no soy un antisocial y he soportado atentados y penas y todavía sigo siendo pacífico, creo que fue simplemente porque mi papá me quiso tal como era, un atado amorfo de sentimientos buenos y malos, y me mostró el camino para sacar de esa mala índole humana que quizás todos compartimos, la mejor parte. Y aunque muchas veces no lo consiga, es por el recuerdo de él que casi siempre intento ser menos malo de lo que mis naturales inclinaciones me indican.»

Desde la novela de Héctor Abad Faciolince

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Verso la fine dell’anno…

Purtroppo il Natale è già passato, però le vacanze e soprattutto i festeggiamenti fortunatamente non sono ancora finiti!

Sta per arrivare Capodanno e un nuovo anno sta per iniziare: il 2017.

Personalmente io non ho ancora pensato alle mie “new year’s resolutions”, anche se premetto che ogni anno che mi prefisso dei buoni propositi per l’anno nuovo alla fine non li rispetto quasi mai. E voi? Ci avete già pensato?

Intanto, per creare l’atmosfera di fine anno, vi propongo questo link che ho trovato, il quale riguarda alcune tradizioni e riti in alcune parti del mondo, dal Giappone all’Italia.

Per ora è tutto, BUON ANNO A TUTTI 😉

Link: http://www.masterexplorer.eu/news/r/riti-e-tradizioni-di-capodanno-nel-mondo/39.htm

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